In breve. Sì. La legna umida usa parte del calore per far evaporare l’acqua, brucia fredda e fa più fumo. Fuliggine e catrame si attaccano alle pareti della canna fumaria e, accumulati, possono prendere fuoco. Senza fumo in casa, rombi o scintille dal comignolo non è un’urgenza: conviene bruciare legna stagionata e far controllare la canna fumaria da uno spazzacamino prima dell’inverno.
In autunno, fra Sesto Calende e Angera, si fa la scorta di legna per l’inverno. Quando veniamo a pulire una canna fumaria, dalle pareti si capisce che legna si è bruciata. Qui spieghiamo perché, senza valori da misurare e senza lavori da fare da soli.
Perché la legna umida brucia peggio di quella stagionata?
Perché parte del calore serve a far evaporare l’acqua dentro il legno, così il fuoco resta più freddo e brucia a metà.
Un ciocco tagliato da poco è pieno d’acqua. Sul fuoco, prima di bruciare deve asciugarsi: lo senti sfrigolare e a volte vedi della schiuma uscire dalle testate. Finché l’acqua non se ne va, la fiamma è bassa, la stanza scalda poco e capita di caricare altra legna.
Con un fuoco freddo la combustione resta incompleta. Una parte del legno non brucia del tutto e sale nella canna fumaria come fumo denso, più scuro e più odoroso, insieme al vapore uscito dalla legna.
| Cosa guardi | Legna stagionata | Legna umida |
|---|---|---|
| Fiamma | Viva e chiara, parte bene | Bassa, fatica a partire |
| Rumore | Crepita poco | Sfrigola, esce schiuma dalle testate |
| Fumo dal comignolo | Chiaro e poco | Denso e scuro |
| Vetro della stufa | Resta pulito più a lungo | Si annerisce in fretta |
| Canna fumaria | Fuliggine secca e leggera | Deposito scuro, appiccicoso, catrame |
Cosa resta nella canna fumaria quando si brucia legna umida?
Restano fuliggine e catrame, che i tecnici chiamano creosoto: si formano quando il fumo carico di vapore tocca le pareti fredde del condotto.
Salendo, il fumo si raffredda. Se è carico di vapore e di sostanze incombuste, sulle pareti della canna fumaria lascia una patina: all’inizio è fuliggine friabile, poi accensione dopo accensione si fa scura e appiccicosa, infine dura e lucida come una vernice. Succede di più nei tratti esterni o poco isolati, dove il condotto è più freddo.
Questo strato restringe il passaggio del fumo. Il camino tira peggio, il fuoco stenta e spesso si carica altra legna per farlo partire, con altro fumo e altro deposito. Il catrame che cola può anche macchiare i raccordi e i muri vicino al condotto.
Il catrame nella canna fumaria può prendere fuoco?
Sì: fuliggine e catrame bruciano, e uno strato spesso può incendiarsi con una fiammata o con un fuoco molto carico.
Un incendio della canna fumaria scalda il condotto molto più del normale: può rovinarlo e passare il calore a travi e solai vicini. Per questo un deposito spesso non si lascia correre, e a valutarlo è un tecnico. Questi sono i segnali che non aspettano:
- Un rombo o un sibilo forte che viene dal condotto, come un vento dentro il muro.
- Scintille, fiamme o fumo molto denso che escono dal comignolo.
- Odore di bruciato nelle stanze o pareti vicine alla canna fumaria molto calde.
- Fumo che rientra in casa o rilevatore di monossido che suona: si aprono le finestre, si esce e si chiamano i soccorsi.
Come si riconosce la legna stagionata quando la compri?
Dalle crepe sulle testate, dal peso, dal suono e soprattutto da quando è stata tagliata e da come è stata tenuta.
Il tempo per stagionare dipende dalla specie, dalla grandezza dei pezzi e da dove si tiene la catasta: per questo vale più la risposta del venditore di una regola fissa. La legna comprata fresca in autunno, di solito, è da tenere per gli inverni successivi, al riparo dalla pioggia, staccata da terra e con l’aria che passa fra i ciocchi.
Le legne dure come faggio, quercia, carpino e frassino bruciano più a lungo. Quelle resinose come abete e pino si accendono in fretta, ma usate da sole spesso lasciano più deposito.
- Le testate dei ciocchi hanno crepe a raggiera e un colore spento, non chiaro e fresco.
- La corteccia si stacca facilmente e il legno è leggero rispetto alla sua misura.
- Battendo due ciocchi fra loro si sente un suono secco, non sordo.
- Chiedi al venditore quando è stata tagliata e dove è stata tenuta: sotto una tettoia ventilata o all’aperto sotto la pioggia.
- Chi vende legna spesso usa un misuratore di umidità: il valore adatto alla tua stufa lo indica il suo produttore.
Cosa non bisogna mai bruciare nella stufa o nel camino?
Tutto quello che non è legna naturale e asciutta: legno verniciato o trattato, pannelli incollati, plastica, carta stampata e rifiuti.
Questi materiali mandano fumi nocivi per chi abita la casa e per i vicini, lasciano depositi corrosivi nella canna fumaria e possono rovinare la stufa. I materiali adatti per l’accensione li indica il libretto della stufa.
- Legno verniciato, impregnato o trattato, come vecchi infissi, mobili e travi recuperate.
- Compensato, truciolare, pannelli con colle e pallet di cui non si conosce il trattamento.
- Plastica, polistirolo, sacchetti, cartoni del latte e imballaggi accoppiati.
- Riviste, carta patinata e cartoni stampati, che fanno fiammate e cenere volante.
- Rifiuti di casa, tessuti, scarpe e scarti di cucina.
- Ramaglie verdi e legna appena tagliata, anche se è poca.
Cosa cambia per la pulizia che fa lo spazzacamino?
Con legna umida il deposito è di più e più duro da togliere, e la canna fumaria può chiedere controlli più frequenti.
La fuliggine secca viene via con la normale pulizia, il catrame indurito chiede più lavoro e prima va visto. Quando veniamo a pulire una canna fumaria guardiamo spessore e tipo di deposito, comignolo e raccordi: da lì si capisce anche che legna si brucia. Ci occupiamo della pulizia di canne fumarie e camini e della manutenzione di stufe a legna e a pellet.
La regola pratica è una volta l’anno, prima di accendere, ma dipende da cosa bruci e da quanto la usi: la legna sporca più del pellet, e una stufa accesa tutti i giorni non è come un camino dei fine settimana. Il sopralluogo per il preventivo non si paga: prima veniamo a vedere, poi ti diciamo cosa serve e quanto costa, con un preventivo scritto.
Le canne fumarie rientrano fra gli impianti del DM 37/2008 (art. 1, comma 2), e installazione, trasformazione e manutenzione straordinaria vanno affidate a imprese abilitate (art. 8, comma 1). La pulizia del condotto la fa lo spazzacamino, non chi abita la casa. Al tecnico conviene raccontare:
- Che legna bruci, da dove arriva e da quanto la tieni in casa.
- Ogni quanto accendi e se il vetro si annerisce in fretta.
- Se hai sentito odore di catrame o visto colature scure vicino ai raccordi.
- Quando è stata fatta l’ultima pulizia e se hai il documento.
Domande frequenti
La legna comprata quest’autunno si può bruciare subito?
Dipende da quando è stata tagliata e da come è stata tenuta: chiedilo al venditore. Se è fresca, conviene impilarla al riparo e bruciare intanto legna già stagionata.
Il vetro della stufa nero vuol dire sempre legna umida?
Spesso sì, ma può dipendere anche da poca aria, da un tiraggio scarso o da una canna fumaria sporca. Se il vetro si annerisce in fretta, conviene far vedere stufa e condotto a un tecnico.
Un prodotto da bruciare nel fuoco sostituisce lo spazzacamino?
No. Fuliggine e catrame li toglie lo spazzacamino, che controlla anche lo stato del condotto, dei raccordi e del comignolo: un prodotto non fa questo controllo.
In quali zone fate la pulizia delle canne fumarie?
Lavoriamo da Sesto Calende nelle province di Varese e di Novara. L’elenco dei comuni è nella pagina delle zone servite del sito.
Fonti
- «Il DM 22 gennaio 2008, n. 37 (art. 1, comma 2) vale per gli impianti al servizio degli…»: www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto (consultata il 12 ottobre 2026).